La katana dentro di te: quando tagliare si rende necessario

Se non hai provato cosa significhi sentirsi spietati non puoi conoscere la compassione.
Se non hai mai distrutto qualcosa in vita tua, non puoi sapere davvero cosa sia costruire.
Se non hai mai avuto il coraggio di tagliare ponti dietro di te, non potrai mai godere pienamente il costruirli.
Oppure si?

Amo la katana perché è affilata, meravigliosa e diretta. Nella lucentezza della katana ti puoi rispecchiare. È stata simbolo di crudeltà e di onore… è stata maneggiata in modo spietato o per giusti scopi. Ognuno di noi dentro di sé ha la capacità di usare una katana metaforica, ogni volta che sente di dover dare un cambio netto alla propria vita. Esiste una katana dentro ognuno di noi: è la nostra capacità di decidere, definire, marcare il nostro destino.
La katana la uso quando è il momento di fare spazio al nuovo e necessariamente mi libero del vecchio: posso viverlo come un processo doloroso oppure liberatorio. Puoi farlo con sofferenza e senso di colpa, oppure in pace totale sapendo che se il tuo vero scopo è alleggerirti, fare pulizia, tagliare via ciò che non serve più, non c’è nulla di illuminato nel rimanere fermi ed aspettare. Puoi usare la katana mosso da rabbia creando lacerazioni oppure puoi farlo in uno stato di totale centratura: veloce, netto, mirato. La katana la usi quando ti liberi di pensieri, idee, convinzioni, ambienti, persone, strutture mentali che non hanno più a che fare con chi senti di essere, quando senti che la tua vecchia realtà muore per lasciare posto a una nuova vita.

Non avere paura di tagliare o di slegarti da quello che non ti serve più. Per quanto sia dolce fermarsi in porto, lo scopo di una nave è solcare il mare…. E non lo si può fare se le cime rimangono fissate agli ormeggi…. Non avere paura di usare la tua katana. E non nasconderti dietro il fatto che non la stai usando per “mantenere l’armonia” o “per il bene degli altri”. Assicurati che dietro queste idee non ci sia in realtà la paura di esporsi, di prendere posizione, di seguire la tua vera natura, di perdere l’approvazione degli altri.
Quando senti dal profondo di te che è giunto il momento di usare la katana, fallo. Forse a volte sbaglierai, ma è il momento che tu ti dia anche il permesso di sbagliare e di gettare dalla finestra l’idea che nella vita non devi fare passi falsi. Puoi sbagliare, ti è concesso.
Usa la katana con saggezza e poi mettila a riposare con gratitudine. Lei ci sarà quando ne avrai bisogno, puoi smettere di temerla e iniziare a considerarla una straordinaria compagna di strada. Usala bene!

La tua coach…. ;)

Chiara

Lui guarda le altre in spiaggia: parlare o tacere?

Gli uomini come noi donne, hanno gli occhi. E li usano, grazie al cielo. Il problema non è che lui guarda le altre, il problema è che a livello sociale ci è stato insegnato che significa che non gli piaci abbastanza, che vuole tradirti o che qualcosa tra voi non funziona, e una serie di altre idee poco utili e non necessariamente reali. La vera domanda è come puoi usare questo per essere più intimi?

Sfata i tabù. Più neghiamo qualcosa, più creiamo un tabù, qualcosa che si fa ma non si dice. Ciò che non dici in una relazione prima o poi la rovina. Guardare gli altri è sano e perfettamente normale. Non c’è nulla di sbagliato. Il fatto che lui ami te, non significa che non proverà più attrazione per altre donne. E  lo stesso vale naturalmente per te. Essere sinceri l’uno con l’altro su questo punto evita moltissima sofferenza inutile.

Ridici sopra. Scoprire cosa delle altre donne attrae il tuo compagno, può essere molto divertente. Inoltre, se lui può liberamente parlarne con te, non avrà bisogno di farlo di nascosto. Potrebbe aiutarti a conoscerlo meglio. Saprai subito quello che gli piace e come apparire ancora più sexy ai suoi occhi.

Chiedigli di riservare l’ultimo sguardo per te. Nella canzone “Save the last dance for me” Micheal Bublé, canta <<Puoi ballare tutte le danze con il ragazzo che ti guarda, lasciare che ti tenga stretta, ma ricordati che  l’ultimo ballo della serata è per me>>.  In questo caso non si tratta di un ballo, ma di sguardi. Chiedigli allora che l’ultimo sguardo sia sempre e soltanto per te. Uno sguardo che ti faccia sentire che sei tu la numero uno. E se anche tu guardi gli altri uomini?… Beh, allora ricordati di fare lo stesso con lui!

 

Quali sono i modelli e le “identità” che ti ispirano e stanno guidando la tua vita?

Una delle cose che faccio durante i corsi e spesso nel coaching personale, è quella di soffermarmi sull’identità delle persone. Aiutarle a riflettere, su chi sono, sui modelli che li ispirano, sui ruoli che hanno e le caratteristiche di questi ruoli.

Per esempio, molti uomini possono essere mariti/fidanzati e molte donne possono essere mogli/fidanzate, ma con che caratteristiche?

Perché si può essere delle “desperate housewife”, o delle libere, divertite e gioiose mogli/amanti (attenzione: quando parlo di amante non intendo, colei che è la “donna non ufficiale”, intendo amante come donna/uomo che ama, in modo passionale e sensuale). Si può essere dei mariti/fidanzati, “padre-padrone” o che si sentono braccati dal peso delle responsabilità,  o degli compagni ironici, passionali, forti, e allo stesso tempo rilassati. Insomma, tutti a noi abbiamo delle identità nella nostra vita che guidano i nostri comportamenti e le nostre scelte.

Possiamo considerarci dei “gitani”, dei “rivoluzionari”, delle “dee”, dei “risvegliatori”, degli “imprenditori di successo”, dei “falliti”, dei “vincenti”, dei “grandiosi essere umani”, delle “schiappe”. Le identità sono più o meno conscie. Ovviamente, se una persona pensa di essere una fallita, si comporterà in modo diverso da quello che farebbe se credesse di essere un “grandioso essere umano”.

Nel film MEMORIE di UNA GEISHA, tratto dall’omonimo libro, dopo che la seconda guerra mondiale arriva anche in Giappone, le vite dei protagonisti vengono stravolte. La protagonista Sayuri, dopo essere stata la più famosa e desiderata geisha, si ritrova ad essere una semplice donna che tinge kimoni. Mentre molti degli uomini facoltosi che erano parte del suo mondo, perdono le loro fortune, le loro fabbriche, i loro possedimenti.  C’è un dialogo particolarmente significativo, tra Sayuri e il personaggio di Nobu, che rende perfettamente l’idea di quanto potenti possano essere i ruoli o identità che ci diamo:

NOBU: (mostrando un sasso)Questo è quanto rimane delle nostre fabbriche.
SAYURI: Mi dispiace tanto Nobu-san
NOBU: Sayuri … noi vorremmo ricostruire ma per farlo abbiamo bisogno del tuo aiuto.
SAYURI: Cosa posso fare?
NOBU: Da qualche parte sotto quegli stracci, sei ancora la più grande Geisha di Miako!
SAYURI: Se un albero non ha foglie, né rami, si può ancora chiamare albero?
NOBU: (sorridendo) Con nient’altro che macerie ai miei piedi, posso ancora chiamarmi un uomo d’affari?

Il personaggio di Nobu, pur con “macerie ai suoi piedi” continua a sentire di essere un uomo d’affari, quindi le azioni che mette in atto successivamente nella storia, portano la sua compagnia a ritornare in auge. Ciò che credete vero, rispetto a chi siete come persone, influenza tutta la vostra vita, le vostre scelte, le vostre azioni.

Durante una puntata del corso che tengo per sole donne sul COACHING CAFFE’, su che tipo di donna voglio essere nella mia vita, una partecipante, ci disse che uno dei personaggi che l’avevano influenzata fin da quando era bimba, era Lady Oscar. Ora, se ricordate bene, Lady Oscar è una bambina, che viene cresciuta come un maschio diventando una guardia a servizio di sua maestà la regina di Francia. Ovviamente è una donna molto forte, con un grande cuore, senso di lealtà e dell’onore, molto elegante. L’unico intoppo è che dato che tutti credono che sia un maschio, sarà costretta per la maggior parte della sua vita, a reprimere la sua femminilità. Quando questa ragazza ci raccontò che il suo modello di donna era Lady Oscar, le mi antenne si drizzarono.

Le chiesi immediatamente se si sentisse a suo agio nell’esprimere la sua femminilità. E indovinate quale fu la risposta? Ovviamente no. Scoprimmo in breve che molto spesso nella sua vita, si trovava a lottare per ottenere quello che voleva (Lady Oscar, fa parte dell’esercito francese, fondamentalmente è una guerriera). Mentre le facevo altre domande, lei ebbe un vero e proprio momento di rivelazione!

Tutto le fu chiaro. Ci disse, stupita ma anche molto sollevata, condividendo con me e le donne del suo gruppo, che non si era resa conto come quel modello di donna (lady oscar) che aveva scelto da bimba, avesse profondamente influenzato le sue scelte.

Quella sera, scelse nuovi modelli da seguire, e “creò” delle nuove identità. Ovviamente allineate con il tipo di donna che lei sentiva di essere e di voler sviluppare. Dopo qualche tempo, mi disse che quel cambiamento le era servito moltissimo in altri aspetti della sua vita.

Quando scelsi di buttarmi in questo lavoro di coaching e formazione, la maggior parte dei miei modelli da cui traevo ispirazione e, in cui a volte mi identificavo, erano maschili. Non fu un caso per me, che i primi anni, feci un sacco di fatica, nel fare training e coaching. Perché i modelli che sceglievo, erano persone straordinarie, solo che erano tutti uomini.

Così, un paio di anni fa tra le mie identità iniziai a inserire modelli femminili (per esempio “gitana risvegliatrice” o “coach di frontiera”). Mi sentii decisamente molto più allineata con la mia essenza più profonda. E sperimentai un senso di fluidità e rilassatezza, a cui mi sono piacevolmente abituata.

Le domande che ho per te oggi sono:

  1. Quali sono alcuni modelli che fino ad oggi ti hanno profondamente influenzato?
  2. Sono ancora validi per la persona che vuoi essere?
  3. E’ tempo di esplorare nuovi aspetti della tua identità?
  4. Quali sono nuovi modelli, nuove identità che potresti scegliere da ora in poi?

Dai forza, lascia un commento qui sotto! Sarà un piacere risponderti e iniziare a scoprire nuovi territori, dentro di te!

La tua coach di frontiera,

Chiara… Siempreclara

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Voglio trovare la persona giusta… Ma tu sei quella giusta?

Una delle frasi che sento più spesso dire in chi vuole una relazione o ne sta vivendo una è: “spero di trovare la persona giusta per me” oppure “che ne pensi? Non credi che io abbia trovato la persona giusta?”. Interessante che in rilievo in queste domande ci sia l’altro e non ci siamo noi.

Certo, è fondamentale sapere cosa si vuole, fare una lista della relazione che si vuole vivere e via dicendo. E per l’ultimo anno di vita che ho vissuto nella mia relazione, ho trovato che c’è una questione molto interessante che fino ad oggi, non avevo preso in considerazione. TU SEI LA PERSONA GIUSTA?

Si parla molto di cosa vogliamo e non vogliamo vivere in una relazione, di che tipo di persona vogliamo accanto, ma poco del tipo di donne e uomini che noi vogliamo essere nel vivere questa relazione quando le cose filano che è una meraviglia e quando … beh, quando il gioco si fa duro. Perché diciamocelo. Se vivi una relazione il gioco a volte si fa duro. E non è comune che ci insegnino cosa fare quando la persona che ami si ammala, sta soffrendo, vive un periodo di profonda crisi con se stessa, viene licenziata, ha un tracollo finanziario o è insopportabile perché è stressata e ha problemi al lavoro. Ecco stasera voglio condividere con te questo pensiero. Qualsiasi relazione tu stia vivendo, o qualsiasi relazione tu voglia vivere (anche se ancora non cè) chiediti: io sono quella giusta per questa relazione? Se la risposta è si fantastico… vai avanti così!

Se la risposta è no, mi permetto di darti qualche suggerimento:

Sii felice nonostante tutto. Io non sono sposata … non legalmente. C’è una frase che mi ha fatto molto pensare da quando lavoro con uomini e donne per aiutarle a migliorare la loro vita sentimentale ed è “nella buona e nella cattiva sorte”. Stare vicino alla persona che ami quando soffre è una delle sfide che più mette alla prova l’essere umano. Nonostante in quei momenti venga da chiedersi “ma che senso ha tutto questo?” potete comunque essere grati e coltivare la vostra felicità. Non è un atto di egoismo, o menefreghismo, è la capacità di rendersi conto che la felicità è sempre alla vostra portata, se solo ricordate di spostare l’attenzione alle cose belle che continuano ad esserci, che vi fanno stare bene e vi rendono grati di essere vivi. È una questione di scegliere da che prospettiva guardare la realtà. Sono certa che se foste voi a passare un brutto momento, vorreste attorno persone fiduciose che vi riprenderete: persone che si danno il permesso di essere grate e felici, senza far cadere su di voi, la responsabilità del loro star bene.

Evita di scaricare le tue frustrazioni nel tuo partner. Se stai con qualcuno e ti rendi conto di essere diventata una donna, o un uomo che non ti piace, evita di usare il tuo partner come capro espiatorio e riprenditi la responsabilità al 100% della tua vita. Non serve nemmeno che bastoni te stesso per aver sbagliato. Semplicemente ricordati che tipo di donna o uomo vuoi essere e fai subito qualcosa in proposito.

Liberati della dolorosa pretesa che “l’altro mi renderà felice”. Tanto per restare in argomento, sappi che se entri in una relazione sperando che l’altra persona ti renda felice, perdi in partenza. Come ho già detto la responsabilità della tua felicità dipende da te, non dal tuo partner. La relazione più che un luogo dove rifugiarsi sperando di trovare pace, amore, sicurezza e punti fermi, per quello che vedo, è quanto di più distante ci sia dalla realtà. Cioè è vero che in una relazione puoi trovare tutte queste cose ma devi essere ben consapevole che vivere una relazione ti metterà anche di fronte alle tue paure più profonde: la paura di essere abbandonati, di non essere amati, di non essere abbastanza, di fallire. MA NE VALE LA PENA! Perché se sei disposto a mettere in gioco tutto di te in  una relazione, diventerai davvero la persona che hai sempre sperato di essere! E scoprirai di essere molto più forte di quello che avresti mai pensato.

Coltiva i tuoi spazi come individuo. Quello che vedo sempre di più in giro è una sorta di “compressione” della propria libertà di espressione e azione. Insomma la gente troppo spesso crede che per stare con un’altra persona debba sacrificare la propria libertà di pensiero, il proprio tempo, a volte le proprie passioni. Non è così. Nessuno ve lo chiede. Certo, a volte sceglierete di dedicare tempo alla coppia, piuttosto che a voi come individui, ma è sano, meraviglioso e uno dei modi per creare relazioni veramente stupende, avere il coraggio di continuare a coltivare i nostri spazi come individui e supportare la persona che amiamo a fare lo stesso.

Ci sono molte altre cose che ho da dire su questi argomenti e avremo modo di continuare a parlarne! Nel frattempo… restate sintonizzati con me!

A presto.

La vostra coach,

Chiara… Siempreclara

Tra cielo e Terra – il guerriero, l’amante, il mago, il sovrano

Ho sempre detestato l’idea di quello che nel mondo della crescita personale viene chiamato “il gruppo dei pari”,  mi dava l’idea di qualcosa di snob, da gasati e pompati del mondo della formazione. Quello che ho frequentato solo per un po’, dove la gente salta, balla, urla, si motiva. Non è mai stato il mio stile. Ho sempre pensato che la vita fosse equilibrio, un equilibrio diverso da quello che mi veniva presentato da persone che si trovano bene con quello stile.

Sono le 19.13 di domenica pomeriggio, e sto scrivendo dal computer portatile di Alessandro che si sta allenando in Ninpo, nel  bellissimo parco che c’è sotto il nostro appartamento. I bambini giocano, la luce è quella del tramonto e uno sensazione di caldo piacevole avvolge il mio corpo … come mi sembra diverso il parco questa sera! Non riesco più a guardarlo con gli stessi occhi di venerdì quando tutto è iniziato. Riesco ancora nella mia testa ad ascoltare le voci di Silvia e Simona, a vedere i loro sacchi a peli nella nostra camera da letto mansardata … sento le risate del cerchio della risata, e il rilassamento del trattamento a 12 mani di venerdì sera … vedo il gruppo il sabato mattina nella spiaggia deserta di Cavallino alle 8.00. Riesco ancora a sentire la sabbia dapprima fredda e poi sempre più calda con il passare delle ore.  Lorenzo di fronte a me, Aniko accanto, Carlo ed Erika alla mia sinistra, Alessandro, Silvia e Simona alla mia destra. Un pensiero di gratitudine va a Giorgia, che è stata una meravigliosa presenza nel gruppo e mi ha permesso di sentire alcune mie emozioni che era tempo di trasformare.

Insomma, che diamine è accaduto questo fine settimana? Ho avuto la fortuna di vivere un’esperienza di crescita, scambio di idee, intuizioni, convivenza stretta, rilassamento, scoperta avventura e magia, con alcune delle persone più importanti della mia vita. Il mio gruppo dei pari? No, loro sono molto di più per me… sono il cerchio dei miei compagni di viaggio.

Per me il cerchio sacro composto da alcune delle persone con cui sto godendo il viaggio della mia vita. Si è condivisa conoscenza, emozioni, dubbi, pianti, trasformazioni profonde e risate. Ed è stato qualcosa difficile da spiegare per me oggi, mentre ancora un po’ nostalgica ripenso a questi giorni.

Abbiamo iniziato venerdì, in un clima di imbarazzo generale, con forti sensazioni di disagio e un comune sentimento della serie ma con tutte le cose che potevo fare in questo week end perché diamine ho scelto di essere qui?. Le nostre resistenze al cambiamento emergono come disagi da subito. E io penso: ecco ci siamo! NOOOOOOOOO …  non ho voglia di vedere questi aspetti della mia vita … non è momento! Che paradosso! Va sempre così: meno ho voglia inizialmente di fare qualcosa, più si rivelerà stupefacente. Passiamo l’intero pomeriggio al parco fluviale, sperimentando guidati da Simona, la tecnica EFT … forte! Emergono emozioni piacevoli e spiacevoli … dopotutto ognuno ha il suo percorso da fare. Poi tecniche di combattimento guidati da Alessandro che introduce l’archetipo del guerriero e le sue evoluzioni. Fase uno: il guerriero combatte fini della vittoria, per sé e in ogni caso. Fase due: il guerriero segue delle regole, un codice, una condotta. Fase tre: il guerriero, combatte solo quando è strettamente necessario, evita la violenza e combatte per il bene comune.

Fin da subito ci rendiamo conto di quanto questo archetipo, sia attuale, e vivo nella nostra vita. Di quanto il modo di combattere se pur “rudimentale” e alle prime armi della maggior parte di noi, sia un perfetto riflesso della nostra vita. Insomma, sotto gli sguardi perplessi e divertiti degli abitanti di San Donà di Piave presenti parco, ci alleniamo in tecniche di combattimento. Parliamo di energia potenziale ed energia cinetica, di come usarle per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, e allenando la nostra imperturbabilità.

Verso le otto meno un quarto decidiamo di cenare, e di ritrovarci tutti insieme per la sessione serale in casa Saramin-Grandin. Silvia e Carlo vengono eletti come nostri “sovrani” avendo il compito di far fluire l’organizzazione dei tempi di lavoro, di mantenere l’equilibrio fra relax e momenti di apprendimento, di tenere la casa funzionale e in ordine per facilitare la convivenza di tutti noi. FANTASTICO!!!

La sera salutiamo Giorgia, che lascia il gruppo. Ognuno di noi le augura buona strada! I due giorni successivi ognuno di noi insegna qualcosa, creando un cocktail di conoscenza e apprendimento stimolante, illuminante e armonico! Il sabato il particolare, nonostante svariati momenti di stanchezza, dovuti al molto lavoro e al poco sonno, lo dedichiamo agli archetipi dell’amante e del mago. Si esplorano attraverso bellissime meditazioni gli elementi, le emozioni e il come fluttuarci attraverso godendone e lasciando che si trasformino. La cosa straordinaria per me di questi giorni, è stato il permettermi di stare in una posizione di apprendimento in modo completamente rilassato … forse anche perché avevo totale stima delle persone presenti!

I temi sono stati veramente molti, EFT, Chakra e riequilibri, aprire e chiudere spazi sacri dove creare e manifestare la nostra realtà, i nostri sogni e obiettivi, thetahealing, respirazioni, principi di arti marziali applicati alla vita, Logosintesi, Radionica e Radioestesia, Shiastu, meditazioni in riva al mare!

Accidenti mi sono sentita che stiamo dando il via a qualcosa di importante … Il nome dell’esperienza “TRA CIELO E TERRA – il guerriero, l’amante, il mago, il sovrano”… L’archetipo del sovrano lo lasciamo per il nostro prossimo raduno! Non so spiegare quanto grata mi sento in questo momento di aver vissuto questi fondamentali giorni. So solo che sperimentare la vulnerabilità, la tristezza, il potere, l’intuizione, la bellezza di rimanere incantata dall’unicità e ricchezza delle persone presenti, non potrà che essere un tesoro inestimabile per il mio lavoro, per l’attenzione sui miei clienti e per la mia vita. E voglio in questa serata condividere qui nel mio spazio virtuale su internet con tutti voi lettori, con voi miei meravigliosi clienti, e con i miei compagni di viaggio, che mi sento grata e fortunata e che è davvero un onore vivere ogni giorno sempre più il mio lavoro e facilitare me stessa e gli altri a muoversi in questa vita con MENTE LUCIDA e CUORE EBBRO™… (quello che insegnerò sempre più alla gente!)

Non posso che augurarmi di continuare questo viaggio con voi e con chi si aggiungerà lungo la strada!

Siete tutti dentro di me … che l’aria, il fuoco, l’acqua, la terra e il vuoto siano i nostri alleati! Siempre….

Siete UNICI!

Chiara Grandin …  Siempreclara
(ore 19:53… ora di cena!)

Crea Spazio nel tuo FISICO!

Nel precedente articolo, abbiamo iniziato a capire perché creare spazio sia così importante nella nostra vita. Oggi e nei prossimi articoli, daremo un taglio estremamente pratico a questo principio, e ti fornirò alcuni suggerimenti pratici per mettere in pratica questo aspetto in diverse aree della tua vita. Partiamo dal fisico.

Crea Spazio nel tuo Fisico:

Uno dei modi più efficaci che conosco per iniziare a Creare Spazio nel nostro fisico, passa attraverso l’utilizzo della respirazione. Rendere il respiro più ampio, permettendoci di fare spazio dentro di noi, partendo dal processo più naturale, semplice e potente che abbiamo, ha dei risultati benefici sul nostro fisico, e sulle nostre emozioni. Il lavoro sulla respirazione è affascinante e potentissimo.

Oggi ti propongo questo semplice esercizio per iniziare a gettare l’ABC, per creare spazio nella tua respirazione, facendo fare al tuo diaframma, dei movimenti benefici per tutto il tuo organismo. Se ti piace metti una bella musica di sottofondo che ti accompagni durante l’esercizio:

  1. Stenditi a pancia in su con le gambe piegate: i piedi poggiano per terra, e le ginocchia sono sollevate da terra.
  2. Nota com’è la qualità del tuo respiro e come ti senti nel corpo.
  3. Porta l’attenzione alla tua respirazione, usando in un primo momento solo il naso per inspirare ed espirare.
  4. Inizia a respirare nella pancia: quando inspiri la pancia si gonfia, quando espiri la pancia si svuota.
  5. Immagina che ci sia un palloncino nella tua pancia: ogni volta che inspiri il palloncino si gonfia, e quando espiri naturalmente si svuota.
  6. Ripeti per almeno una decina di respiri questa sequenza.
  7. Una volta che ti verrà più facile respirare con la pancia, inspira profondamente, immaginando il palloncino che si gonfia nella tua pancia: stavolta però invece di espirare, trattieni il respiro. E mentre lo trattieni, immagina che il palloncino nella tua pancia, rimanendo gonfio, si sposti dalla tua pancia al tuo torace. Ovviamente quello che accadrà è che naturalmente il torace si solleverà e la tua pancia si appiattirà.
  8. Una volta che è nel torace riportalo nella pancia, sempre trattenendo il respiro, e ancora nel torace e poi espira.
  9. Ripeti per almeno 7 volte la sequenza (inspiro, gonfiando il palloncino nella pancia, trattengo il respiro, sposto il palloncino dalla pancia al torace, dal torace alla pancia e di nuovo al torace, espiro).
  10. Una volta finita la sequenza, continua a respirare con la pancia, e rimani qualche istante disteso.
  11. Nota ora, com’è la qualità del tuo respiro, e come ti senti dopo l’esercizio nel tuo corpo.
  12. Mettiti sul fianco e lentamente alzati per continuare la tua giornata.
  13. Ripeti questo esercizio almeno una volta al giorno.

Molte persone vivono la maggior parte della loro giornata e della loro vita, sfruttando in maniera minima la loro capacità respiratoria. La conseguenza di questa pessima abitudine di respirare poco e male, fa si, che molti quando iniziano a fare esercizi come quello che ti ho appena descritto qui sopra, le prime volte sperimentino una sensazione di capogiro.

Se dovesse capitarti, sappi semplicemente che probabilmente il tuo corpo si sta solo riabituando a ricevere una quantità maggiore di ossigeno, a cui non era abituato. Prenditi un momento in più prima di alzarti, e prenditi l’impegno di ripetere questo esercizio giorno dopo giorno!

Se hai domande da farmi, lascia un commento qui sotto! Le tue domande, saranno utili non solo a te, ma anche a molte altre persone, che potrebbero avere le tue stesse esigenze.

La prossima settimana, vedremo un modo pratico, per creare spazio nella nostra MENTE.

Rimani sintonizzato con me!

Chiara…. Siempreclara

Ostacoli lungo il percorso: questioni di SPAZIO!

Su uno dei tanti vocabolari on-line, ho letto questa definizione di ostacolo:  impedimento, intralcio, scoglio, difficoltà, cosa o persona che intralcia.

Un’ostacolo, per definizione, è qualcosa che si frappone tra noi e qualcos’altro lungo la strada. Robert Dilts, uno dei più famosi trainer in PNL,  ha sviluppato un argomento che trovo estremamente affascinante e vicino alla vita delle persone: il viaggio dell’eroe.  Ognuno nella sua vita compie il suo viaggio.

Si entra nel viaggio, che ha vari passaggi chiave, fondamentalmente per una chiamata della nostra anima che ci chiede di adempiere alla nostra missione. La missione è diversa per ognuno, ma ci sono due elementi comuni che si ritrovano costantemente: le persone, intraprendono il loro viaggio, per sanare ferite e dolori del passato e per condividere i propri doni con il mondo. E spesso questi due aspetti sono le due facce della stessa medaglia. So che ci sono persone che al solo sentire la parola “ferita” tenterebbero di coinvolgermi in una discussione infinita sui presupposti di tale affermazione: i presupposti li conosco, e come dice Larry Winget, sono dell’idea che “Un problema è un problema. La ferita è reale. Il dolore esiste. [..] anche se ogni problema può insegnarci una lezione preziosa, deve nonostante ciò essere chiamato problema e gestito come tale”.

Quindi, durante il nostro viaggio, sarà inevitabile incontrare problemi, ostacoli e impedimenti. Ora, la prima reazione che solitamente le persone hanno con gli impedimenti, è un senso di frustrazione, a volte di scoraggiamento, altre di rabbia.

Gli ostacoli, sembrano spesso creati ad hoc, per tirare fuori schemi che si ripetono da tempo nella nostra vita, e che è tempo di modificare. Capita che li viviamo come cose che stanno fuori dalla nostra sfera d’azione, e che sono ingestibili. Ma spesso, quello che fanno è portare a galla, le nostre paure, le cose che evitiamo per paura di non superarle, risentimenti nei confronti di qualcuno, rabbia, senso di impotenza. Gli ostacoli portano a galla, ciò che in qualche modo è già dentro di noi, e chiede a gran voce di essere preso in considerazione!

Ci sono molte cose che si possono fare con gli ostacoli: affrontarli, ignorarli, combatterli, distruggerli in mille pezzi, accettarli, aggirarli e chissà quanti altri modi!

Penso che tutti questi modi siano validi in diversi momenti. Ovvio. Ma c’è una cosa che ho imparato tempo fa e  che insegno in Inspiration™ e oggi voglio condividerla con te. L’ostacolo diventa spesso un grosso problema, perché ci soffermiamo sullo spazio occupato da esso. Tutto quello che vediamo è l’ostacolo. Ma, attorno all’ostacolo, c’è una quantità enorme di spazio vuoto. Guardati intorno ora. Lo spazio vuoto è sempre nettamente superiore a quello occupato giusto?

Lo spazio materiale occupato da oggetti, mobili, edifici, strade, sia nettamente inferiore allo spazio vuoto che sta intorno ad essi. Quando si presenta a noi un ostacolo, la cosa fondamentale è prendersi il tempo per trovare lo spazio attorno ad esso. La risoluzione di un problema passa attraverso la creazione di spazio vuoto, dove poterci muovere, per proseguire con il nostro viaggio. Facciamo qualche esempio.

Nelle relazioni per esempio, alcuni ostacoli che le persone sperimentano sono incomprensioni, o delusioni. In questo caso, sarà importante creare spazio dentro di noi, trasformare i soliti vecchi pensieri, e creare lo spazio interno dove lasciare che nuove idee possano nascere. Ma non solo. Uno dei problemi che vivono molte coppie, nasce proprio dal fatto che molti, non sanno come gestire lo spazio della coppia, facendolo combaciare con lo spazio per se stessi, ma di questo argomento, ci occuperemo nel prossimo articolo più dettagliatamente. Se guardiamo madre natura, possiamo notare come i semi per germogliare spesso abbiano bisogno di un terreno idoneo. Il terreno idoneo per superare gli ostacoli e creare nuovi modi di vivere la nostra vita, passa attraverso la creazione di spazio.

Un altro esempio di ostacolo, è lo stresso in eccesso. Nel caso dello stress, la sensazione che avvertono molte persone è di sentirsi compresse: è cos’è la compressione se non una mancanza di spazio vitale?

Un altro esempio di ostacolo è quando sentiamo che la nostra vita è arrivata a un punto in cui ci sta stretta: potrebbe essere che ci sta stretta l’idea che gli altri hanno di noi stessi, il fatto che ci sono aspetti di noi che facciamo fatica a mostrare alle persone che amiamo, o semplicemente una sensazione che ci porta a dire “ma la mia vita è tutta qua?”. Tutti questi esempi, sono un chiaro segnale che la persona ha bisogno di creare spazio dentro di sé, e intorno a sé.

Spesso infatti, la sensazione di spazio, viene creata all’interno e si riflette all’esterno. Funziona anche al contrario: crei spazio fuori e automaticamente si riflette al tuo interno. Non è un caso infatti che mentre stiamo affrontando degli ostacoli sentiamo il desiderio di fare pulizia anche fra le nostre cose, e magari ci ritroviamo a buttare vecchie mail, lettere, messaggi, vestiti, oggetti in casa, o a rivoluzionare la disposizione degli mobili che ci circondano, creando per l’appunto nuovi spazi e sentendo una sensazione di piacevole leggerezza nel farlo. A volte di vera e propria liberazione.

Ovunque voi siate nel viaggio della vostra vita, l’abilità di creare spazio è necessaria e fondamentale per trasformare gli ostacoli lungo il percorso e sperimentare un sensazione di profonda libertà. Nel prossimo articolo vi darò alcuni suggerimenti pratici su come iniziare a creare spazio.

Alla prossima!

Chiara Grandin… Siempreclara

Oltre i tuoi sogni… goditi il VIAGGIO!

Ok. Sto guidando e sono le 5.30 di mattina. È una di quelle notti di rivelazione. In cui tutto appare a chiaro. O meglio, in cui senti. In cui i pezzi del puzzle vanno a posto, in cui c’è sintonia di pensieri, cuore, volontà azione.

Penso al mio lavoro al suo vero significato per me. Respiro l’aria della mattina e mi sento estremamente viva. Di fronte a me l’immagine del mio prossimo sogno. Alessandro ed io in Vietnam e Cambogia, parlando cinese. Incontri, persone, colori talmente vividi da essere tangibili. Penso alla domanda che ha preceduto questo sogno ad occhi aperti. Una domanda che Alessandro ha imparato in un programma di un formatore, di cui si è appassionato da poco. Alessandro qualche giorno fa mi chiede “qual è un tuo sogno talmente grande da essere impossibile? Talmente grande che sai già in partenza che sarà praticamente impossibile raggiungerlo?

Come spesso accade quando Alessandro impara cose nuove e me le insegna, io oppongo della resistenza…rido tra me e me perché riconosco lo schema che ormai si ripete da quando ci conosciamo… Sembrerà una cosa stupida, ma è la mia prima reazione.

Poi però Alessandro cambia argomento, per non forzarmi a rispondere e allora gli dico: so qual è il mio risultato. Lui mi guarda e sorride… sa che la sua domanda ha innescato qualcosa. Mi fissa negli occhi e mi domanda:

- allora è abbastanza impossibile il tuo sogno da realizzarsi?

…SI, DECISAMENTE … ma so che non ha molta importanza perché questo è ciò che più di tutto mi fa emozionare. Ciò per cui so già sarò disposta a fare quelle fatiche piccole e grandi di tutti i giorni con una marcia in più. Stesse sfide…stato emozionale completamente diverso!

Mi chiedo di te che stai dedicando il tuo tempo qui con me a leggere queste righe, quale sia il tuo sogno impossibile. Mi chiedo, se quando lo saprai ti sentirai diverso, pronto a muovere gli ostacoli sul tuo percorso con uno spirito differente. Mi domando se sapere il tuo sogno impossibile ti fare alzare la mattina con una marcia in più, mentre aprendo gli occhi lo vedrai li di fronte a te come prima cosa. Mi chiedo, se la tua felicità non dipendesse dal raggiungere o meno i tuoi piccoli grandi sogni, quali sogni oseresti …. E non so se tu abbia già queste risposte, se ci penserai ora, o se se lo farai nelle prossime ore…Ma, sarebbe interessante vedere quale effetto questi pensieri da sognatore potrebbero avere sul tuo stato emozionale…sulle tue scelte … in sostanza sulla tua vita.

Il mio viaggio in macchina continua. Cos’è il nostro lavoro se non aiutare le persone a trovare il meglio in sé stesse, a smetterla di raccontarsi le solite storie con cui sprecano la loro vita, a lasciare andare ciò che non è più di nessuna utilità … a creare di fronte a te la migliore immagine di té stesso che riesci a immaginare ed ogni giorno muovi un passo in quella direzione, per essere chi davvero sei… ad ascoltare di più il loro vero SE’, ad ascoltare di più gli altri, a vedere più a fondo nelle cose senza lasciarsi ingannare dalla superficie … Penso che il senso della PNL, sia questo … andare a fondo, in modo ironico, sveglio, lasciando da parte idee precostituite, e avendo la voglia di vedere quello che realmente c’è nella realtà soggettiva di ognuno di noi. E poi… POTENZIARE

Inizia l’alba … d’improvviso sento la voce della tartaruga del film Kung Fu panda come se stesse nel sedile accanto al mio…. Non è un effetto dato dalle 5.30 di mattina, o dalla stanchezza, né dall’acool. Sorrido appena sento la sua voce che mi ricorda una grande verità:

“IL PASSATO è STORIA … IL FUTURO è UN MISTERO … ma OGGI è un DONO … per questo si chiama PRESENTE!”

Assaporo intensamente il momento. Faccio un bel respiro. Il mio futuro è li di fronte a me. Io qui, nel momento presente. Qui …Ora.

Mi trovo a ripensare a un libro che ho letto qualche tempo fa (e mentre lo faccio mi accorgo che non sono già più nel qui ed ora!che ironia!) …LA VIA DEL GUERRIERO di PACE. Penso al co-protagonista del libro, Socrate…chissà se lo conoscessi di persona, in questo momento si limiterebbe a darmi una delle sue lezioni per rimanere nel presente e poi mi direbbe:

-          DOVE SEI? Qui …CHE ORE SONO? Adesso … CHI SEI? Questo momento…

Mancano ormai pochi metri e sarò arrivata a casa. Mi vengono in mente tutti i miei clienti uno ad uno. E c’è una cosa più di tutte le altre che mi verrebbe da trasmettere: gli obiettivi, i risultati, i sogni e le mete, sono una cosa meravigliosa…ci ispirano, ci muovono, ci emozionano, ci motivano. Ma non dimentichiamo il VIAGGIO… Ricorda i piccoli, grandi passi di tutti i giorni che ti avvicinano a chi vuoi essere veramente. Ogni piccola o grande scelta che facciamo ogni singolo giorno, in qualche modo ci allontanerà o ci avvicinerà ai nostri obiettivi, risultati, sogni. Ricorda, il potere di ogni singola decisione…GODITI APPIENO il VIAGGIO

A presto,

Chiara… Siempreclara

Innamoramento VS Amore?

“Sono innamorata/o! Sto da Dio”.

Innamorarsi, sentire che tutte le fibre nel nostro corpo sono sveglie, lo stomaco in sobbuglio, le farfalline nella pancia.

“Non ci sto più nella pelle. Non mi sono mai sentito così. Lei/lui è perfetto, cioè ci capiamo al volo. È meraviglioso! Ah, che bello essere innamorati!”

Il famoso innamoramento: ovvero la prima fase dell’amore. Quella che molti sperano che duri per sempre, spesso perché non sanno cosa aspettarsi dopo. Quella che ci fa battere il cuore, altera la chimica del nostro corpo, ci fa provare emozioni di un’intensità pazzesca. Ci ritroviamo a provare un’attrazione fisica quasi fuori controllo per l’altro, e diventiamo monotematici poiché lui/lei è quasi sempre fra i nostri pensieri.

L’innamoramento è come assistere a uno spettacolo pirotecnico: una meraviglia, un momento straordinario, una gioia per gli occhi, gli scoppi dei fuochi d’artificio che fanno vibrare tutto il corpo e provocano quell’estasi da cui tutti siamo attratti. Battiamo le mani come i bambini, ridiamo, saltelliamo, facciamo discorsi sconclusionati. Poi sentiamo tre botti finali, che annunciano che lo spettacolo è finito. Rimaniamo a guardare il cielo ancora estasiati da quella bellezza, sentiamo ancora le sensazioni nel nostro corpo. La folla inizia a diradarsi, ma noi rimaniamo lì, finché non c’è più neppure il fumo dei fuochi d’artificio. Sembra che la magia sia sparita, e ci sentiamo tristi: ecco è finito anche stavolta. Basterebbe spostare lo sguardo: basterebbe guardare per la strada, e godersi la spiaggia, un bagno nel mare, una corsa per il centro della città. Ma ci ostiniamo a voler rimanere lì a fissare il cielo, incapaci di guardare altrove, aspettando la prossima data dei fuochi. E intanto la vita passa.

I fuochi artificiali sono meravigliosi perché hanno un inizio e una fine. Se durassero costantemente sarebbero noiosi, addirittura snervanti: pensa se per esempio a pochi metri dal posto dove lavori sparassero per 8 ore consecutive fuochi artificiali: un vero incubo non credi? Eppure nel fascino della sera, per una manciata di minuti sono stupendi.

Innamorarsi è facile: diciamoci la verità, non devi far molto per innamorarti. Nell’innamoramento siamo piuttosto passivi, lasciamo che le cose accadano. Poi, quel momento finisce, poiché tutto ha una fine. E per alcuni è come un brutto risveglio, perché “ma un mese fa era tutto così facile, cosa ci sta succedendo?”

Sta succedendo, che è finita la prima fase del vostro rapporto, ed è tempo di evolvere.

Pensa agli amici a cui vuoi più bene: il momento in cui vi siete conosciuti, e i primi mesi della vostra amicizia potrebbero essere stati bellissimi, ma cos’è che vi ha legato in modo veramente profondo in questi anni?

I momenti belli che avete passato di certo, come anche i momenti difficili che avete superato insieme: le litigate, le incomprensioni, i momenti di scontro, e persino i momenti in cui vi siete sentiti “traditi” in qualche modo. Perché? Perché quando noi esseri umani, superiamo insieme un momento difficile, allora si cementa il rapporto. Spesso è nei momenti in cui abbandoniamo il desiderio di voler avere ragione a tutti i costi, o voler mantenere le cose come sono sempre state e facciamo un passo (o magari anche dei metri) per comprendere la persona a cui vogliamo bene, e quando facciamo quel passo nella nuova direzione, qualcosa di magico accade!

Sono momenti che tutti noi abbiamo provato in un’amicizia, e se ci sono amici che ti sono accanto da molto tempo, è plausibile che con loro tu abbia passato dei momenti difficili. Forse se sei come me, hai passato dei momenti in cui sei stato fortemente tentato di mollare tutto, di tagliare i ponti. E a volte l’hai fatto: hai chiuso perchè sentivi che era l’unica strada. Ma ci sono altre volte che nonostante la tentazione di mandare tutto a monte,  hai deciso di provarci comunque, e ne è valsa la pena. Nell’amore di coppia questo accade forse anche di più. Eppure quando il gioco si fa duro, molti pensano che c’è qualcosa che non va, che non è tutto più facile come all’inizio, che forse è meglio lasciarsi.

In alcuni casi, sono d’accordo che sia meglio per le persone lasciarsi. In altri no. Perché a volte, non si tratta del fatto che le persone non vadano bene l’una per l’altra. Magari si stanno aggrappando al fatto di voler vivere costantemente nella fase dell’innamoramento. E non è possibile. Tutto cambia, è una legge universale. O cresci ed evolvi o muori. O lasci che l’innamoramento si trasformi in amore, o il rapporto si asfissia.

L’innamoramento come dicevo è piuttosto facile: non richiede grossi sforzi per la maggior parte di noi. Conosci una persona nuova, o ne riscopri una di vecchia data, ti batte il cuore, e hai voglia di scoprirla. Esalti l’attimo, lo cogli, lo vivi, ti lasci travolgere. L’amore è in parte questo ma è anche molto altro: l’amore a volte non è facile! Anzi a volte è persino difficile. Ma ti riempie.

Molto spesso nella fase dell’innamoramento le due persone tendono a tagliare fuori il mondo esterno e ad annullarsi l’uno nell’altra: non è infatti strano sentire amiche o amici che dicono frasi tipo: “da quando si è trovato la findanzata è sparito, e poi quando ci stai insieme sembra che non abbia più una sua personalità”.

Questo è quello che accade quando si rimane fermi nella fase dell’innamoramento. Pian piano i fuochi d’artificio iniziali si smorzano, e ci si sente svuotati, a volte delusi, altri addirittura arrabbiati. Allora cosa fare? Rinunciare a innamorarsi? NO! Assolutamente. Si tratta di sapere che è solo una fase, che inizia e finisce. Usare l’innamoramento per capire le affinità, i sogni che si hanno in comune, le cose che invece ci differenziano. E poi, una volta che l’innamoramento finisce, aprirsi a una nuova avventura: quella dell’amore. Aprirsi di nuovo al mondo come due individui che scelgono di camminare insieme. Che si concedono gli spazi per coltivare anche la loro individualità. Imparare come superare i momenti difficili che naturalmente s’incontreranno lungo la strada. Supportare l’altro ad essere sé stesso fino in fondo anche quando abbiamo paura di perderlo.

E scindere il binomio che molti associano nella loro testa: innamoramento=passione. La passione la puoi vivere sia nell’innamoramento sia quando questo si trasforma in amore.

La passione non è alla mercé delle fasi dell’amore, anch’essa cambia certo, ma se sai come fare, puoi sempre crearla nella tua relazione.

 

Sii te stesso, e ricorda… l’amore può essere difficile di tanto in tanto, ma la ricompensa finale è inimmaginabile. E se intraprenderai questo viaggio, un giorno ti guarderai indietro e scoprirai che non solo stai vivendo la relazione che desideravi, ma cosa ancora più importante, ti accorgerai di essere la persona che avresti sempre sognato di essere!

A presto,

Chiara…. Siempreclara.

“Sta’ Zitto, Smetti di Lamentarti e Datti una Mossa” il libro di Larry Winget

Qualche mese fa, ho avuto la fortuna di trovarmi fra le mani, un libro intitolato “Shut Up, Stop Whining and Get a Life” scritto da un autore che non conoscevo: Larry Winget. La prima pagina del libro recitava così:

Dedico affettuosamente questo libro a tutte le stronzate che mi siano mai capitate. Mi hanno reso ciò che sono. Mi hanno costretto a leggere, a ricercare, a stare in campana, ad imparare, a distaccarmi, ad accettare, ad acquisire prospettiva e, a creare la vita che ho sempre voluto.  Senza tutte quelle stronzate che mi sono successe, sarei come il 99.9 per cento del mondo: starei conducendo una vita mediocre, piena di sensi di colpa, risentimento e lamentele. Ho avuto bisogno di quelle stronzate perché senza di loro, non ci sarebbe nessun libro per te da leggere e tu non avresti nessun motivo di starmi a sentire. Quindi, per ogni stronzata che mi sia mai capitata, io ringrazio!”

Mentre andavo avanti con la lettura, mi resi conto di star leggendo un libro davvero fuori dal comune, non tanto per i temi trattati, ma per il modo in cui venivano affrontati.

Decisi pertanto di proporlo alla casa editrice italiana Mylife Edizioni,  e gli chiesi di potermi occupare io della traduzione, tanto mi stavo affezionando al libro.

Mentre continuavo a leggerlo, pensai che ci sono moltissimi libri scritti bene nel campo della crescita personale. Davvero. Questo però era unico.

Il modo di in cui Larry presenta le sue argomentazioni è originale, fuori dal comune, a volte passatemi il termine un vero e proprio calcio nel sedere: ma uno di quelli dati con un bel sorriso ironico sulla faccia e con lo scopo di svegliare la gente dal sonno della ragione.È un ottimo libro sia per chi ha già letto molti libri sulla crescita personale, PNL, coaching, self-help, sia per il pubblico che si approccia per la prima volta a queste tematiche.

Larry in questo libro, non le manda a dire a nessuno. E benché ci siano cose che possono essere discutibili, e che anche io come persona e come coach, farei in modo diverso, bisogna dargli atto che ha il coraggio di essere se stesso fino in fondo… rasentando il limite del rendersi impopolare.

Penso che questo libro dovrebbero leggerlo tutti gli italiani, ma proprio tutti. Penso che sia una boccata di aria fresca, che faccia bene all’anima e che il potere che può scaturire dalle parole “’sta zitto, smetti di lamentarti e datti una mossa”, sia miracoloso.

Non posso dire di sposare completamente le teorie di Larry. Ma credo che questo non sia importante e così debba essere. In un panorama dove si può scegliere di vivere la diversità come una ricchezza e non come qualcosa da cui difendersi, si può proprio affermare che Larry è uno straordinario autore, che fa breccia nel guscio di comode (e a volte poco utili) certezze che tutti noi, chi più chi meno, abbiamo, e facendolo porta un’ondata di freschezza, anche se spesso travestita da “insulto per spronare”.

"STA’ ZITTO, SMETTI DI LAMENTARTI E DATTI UNA MOSSA" di Larry Winget, è un libro schietto, diretto e va al punto. Racconta un pezzo di verità che tutti noi sarebbe bello ci prendessimo il tempo per valutare. Ci mostra il potere di “smettere di lamentarci” e di prendere in  mano la nostra vita.

Ci fa sentire, che possiamo fare meglio, di più e che la vita è una grande dono!

Assolutamente da LEGGERE, sottolineare, e mettere in pratica nelle cose che crediamo vere per noi!Il libro sarà in vendita a partire da luglio. Puoi già ora, acquistare la tua copia qui:

Compra il libro di Larry Winget

A presto,

Chiara… Siempreclara